MAROCCO: "Alto Atlante e Valle del Draa"

ll Marocco è un paese che offre moltissimo in fatto di ambienti quasi incontaminati e dai contrasti intensi. Il luogo comune vuole che un deserto sia semplicemente un area più o meno vasta in cui il nulla e un senso di desolazione prevalgono. Non c'è niente di più falso!

Ogni deserto, altipiano, catena montuosa, valle, oasi, costa marittima, città e villaggio, con la loro storia, cultura, popolazione, se le si osserva da vicino si scopre che anche il luogo apparentemente più insignificante, contiene in realtà un'anima, che lo rende assolutamente unico. L'emozione che ne deriva sarà tanto più marcata e indelebile quanto più si riuscirà ad entrare in sintonia, senza pregiudizi, con quell'ambiente e con le genti che lo abitano.

 

Nella mia vita ho avuto modo (e la fortuna) di viaggiare molto e di vivere più o meno intensamente quelle esperienze che sedimentandosi nel mio IO, hanno contribuito a farmi crescere e diventare quello che sono. Tuttavia devo anche ammettere che non tutti i viaggi fatti hanno condizionato la mia vita allo stesso modo. Il perchè trova risposta, secondo me, nel grado di intesa che il sottoscritto ha avuto vivendo uno specifico viaggio rispetto a un altro. I fattori che possono scaturire una maggiore empatia, quindi capacità di entrare in sintonia con ciò che ci circonda, sono sicuramente molteplici, sia da ricercare nel proprio animo, ma anche provenienti dall'esterno, come per esempio un compagno di viaggio, anzichè un altro.

Questa esperienza "marocchina", che mi ha visto con il mio gruppo partire dalla dolce Marrakech con fuoristrada 4x4 alla volta dell'Alto Atlante, la catena montuosa più alta del Marocco (le cime più alte superano i 4000m), da dove abbiamo intervallato ecursioni in MTB con spostamenti off-road in fuoristra 4x4, e siamo ridiscesi fino alla famosa e rigogliosa Valle del Draa, è stata sicuramente una di quelle che più mi hanno lasciato il segno. In senso positivo, intendo.

Sicuramente i compagni di viaggio hanno un giocato un ruolo determinante in questo. Ripensando oggi quanto vissuto sempre in piena sintonia, credo siano stati un vero e proprio dono del destino. Ringrazio Maddi, Luca, Hisham e Mohammed per i magici momenti condivisi e per avermi trasmesso chi un modo chi in un altro preziosi insegnamenti di vita.

Un altro aspetto però che ha reso indimenticabile questo specifico viaggio, è stata un'altra grande amica che per tutto il tempo non ci ha mai lasciato: LA BICICLETTA!

Il pedalare tra deserti, salendo e scendendo montagne dai mille colori, in suggestivi canyon (dimenticati da Dio, si direbbe, ma mai la sua presenza è stata tanto forte come in quei momenti), l'attraversare sulle due ruote villaggi sperduti o incontrare carovane di nomadi pastori, il sostare in lussureggianti oasi apparentemente in mezzo al nulla, amplifica le sensazioni in maniera esponeziale; l'emozione scaturita da cose apparentemente semplici come un tramonto o la gioia e i sorrisi dei bambini che ti corrono incontro per salutare il tuo passaggio, viene catapultata all'ennesima potenza. 

L'eesersi spostati in bicicletta, non è stato come se lo avessimo fatto in auto, pullman o solo ed esclusivamente in fuoristrada, benchè i luoghi sarebbero stati gli stessi, i villaggi, i popoli e i canyon anche. Dentro un abitacolo, guardando fuori dal finestrino, l'esterno sembra scorrere in una sequenza di immagini piatte come se fossimo davanti ad uno schermo televisivo. Dopo un po' potrebbe diventare addirittura monotono. Si ignorano tutta una serie di segnali esterni che l'ambiente precorso in realtà emana: l'aria, i rumori, i profumi per esempio, ma anche il caldo del sole, il fresco del vento dalle montagne o lo scorrere dell'acqua. Così come gli schiamazzi del mercato di un villaggio con i suoi odori intensi o le risate di bambini che corrono dietro a un pallone. Viaggiando comodamente nella propria auto per esempio, si perde tutto questo e con esso quindi soprattutto la bellezza autentica di un luogo; se va bene, la si riesce appena percepire, ma mai godere appieno. Con la bicicletta invece tutto ciò è stato reso possibile, perchè ci si immerge in tutto questo, ci si tuffa dentro nuotandoci in profondità, senza rimanere spettatore passivo, ma autentico protagonista. 

Questa è la grande magia della bicicletta e la cosa che davvero ha fatto la differenza fra le montagne del Marocco.